Patologie della Tiroide e delle paratiroidi

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LA TIROIDE

tiroideLa tiroide è la ghiandola più grande del corpo umano. Nell’adulto ha la forma di una farfalla, è situata nella parte antero-laterale della trachea ed è composta da due lobi laterali connessi da una parte centrale chiamata istmo. Il ruolo più importante di questa ghiandola è la produzione degli ormoni tiroidei, cioè la T4 o Tiroxina e la T3 o Triiodotironina. La tiroide non è solo un produttore di ormoni tiroidei ma la si deve considerare anche come un enorme deposito degli stessi. Si può dire che gli ormoni tiroidei interagiscono con tutti gli organi ed apparati del nostro corpo; gli effetti degli ormoni tiroidei sono particolarmente evidenti per lo sviluppo fetale, per la produzione di O2 e calore, per l’apparato cardio-circolatorio, per quello scheletrico (turnover osseo), per il sistema nervoso centrale (particolarmente nel feto e nel neonato, permettendo un normale sviluppo e funzione del SNC), per la motilità intestinale, per la composizione del sottocute, per il metabolismo in generale.

 

MALATTIE DELLA TIROIDE

Grossolanamente possiamo distinguere malattie con alterazione della funzione tiroidea e malattie senza alterazione di funzione.

 

Malattie con disfunzione tiroidea

Le disfunzioni tiroidee sono rappresentate dall’ipotiroidismo (la tiroide funziona meno, quindi produce una quantità di ormoni tiroidei inferiore rispetto al normale) e dall’ipertiroidismo (la tiroide funziona di più, cioè produce una quantità di ormoni tiroidei superiore rispetto al normale).

La causa più frequente di ipotiroidismo nell’adulto è sicuramente la tiroidite cronica autoimmune, una patologia spessogozzo_tiroide a carattere familiare, conosciuta anche come tiroidite di Hashimoto, in cui si verifica un “attacco” del proprio sistema immunitario contro alcuni costituenti delle cellule tiroidee con distruzione progressiva della ghiandola. In questa malattia è frequente il riscontro della positività dei cosiddetti autoanticorpi tiroidei. Un’altra causa frequente di ipotiroidismo è quella chirurgica, cioè quando la tiroide viene asportata, usualmente per la presenza di noduli: in questo caso, evidentemente, l’assenza della tiroide deve essere sopperita attraverso l’assunzione da parte del paziente dell’ormone tiroideo. Nel neonato invece il motivo dell’ipotiroidismo “congenito” risiede nella disgenesia/ectopia tiroidea per cui il tessuto tiroideo durante l’embriogenesi si forma solo in parte o nella sede errata: grazie allo screening alla nascita obbligatorio per legge ormai praticamente tutti i casi vengono subito diagnosticati e trattati prima che possano intervenire alterazioni irreversibili soprattutto a carico del sistema nervoso centrale (un tempo era tristemente frequente il “cretinismo” legato proprio a questa condizione). Quando l’ipotiroidismo è ancora lieve non determinando sintomi al paziente viene chiamato ipotiroidismo subclinico.

 

ipotiroidismo-asteniaI segni ed i sintomi legati all’ipotiroidismo sono tanti e molti “aspecifici” e vanno dalla sensazione di stanchezza all’aumento di peso, la stipsi, la pelle secca, la fragilità ungueale, la depressione, la voce rauca, i capelli fini e secchi, l’intolleranza al freddo, l’edema soprattutto intorno agli occhi, la riduzione della frequenza cardiaca (bradicardia). In presenza di familiarità per tiroidite autoimmune ed al comparire di qualcuno di questi segni-sintomi, è sicuramente indicato eseguire un banale test (prelievo del sangue) per verificare il funzionamento tiroideo.

 

La causa più frequente di ipertiroidismo nell’adulto è invece rappresentata dalla Malattia di Basedow o gozzo diffuso tossico. Anche stavolta trattasi di malattia autoimmunitaria caratterizzata però dalla formazione di anticorpi che stimolano il recettore del TSH presente sulle cellule tiroidee. Il risultato è un’attivazione continua della tiroide che si traduce in maggiore rilascio nel sangue degli ormoni tiroidei.

Altra frequente causa di ipertiroidismo, soprattutto nell’anziano, è la presenza di uno (nodulo caldo) o nervosismopiù noduli iperfunzionanti (gozzo multinodulare tossico); si tratta il più delle volte di tumori tiroidei benigni che perdono la capacità di essere controllati dall’ipofisi attraverso il TSH e quindi producono e liberano nel sangue continuamente ormoni tiroidei; l’ipertiroidismo che ne consegnue di solito è meno grave rispetto alla forma precedente.

I segni e sintomi dell’ipertiroidismo vanno dalla stanchezza alla tachicardia, la perdita di peso, il nervosismo, il tremore fine delle mani, la facile irritabilità, l’intolleranza al caldo, mani umide e sudate, le alterazioni del ciclo mestruale nelle donne. Nella M. di Basedow può insorgere anche una condizione associata chiamata oftalmopatia basedowiana che si manifesta classicamente con l’esoftalmo, cioè la sporgenza in fuori dei globi oculari.

Malattie decisamente più rare sono la tiroidite acuta suppurativa, caratterizzata da infiammazione acuta della tiroide da causa batterica o micotica, la tiroidite subacuta (o di De Quervain) caratterizzata da esordio improvviso con dolore al collo, febbre e malessere generale, probabilmente di origine virale. Da ricordare anche la tiroidite post-partum, che classicamente insorge da 2 a 18 mesi dopo il parto, di origine autoimmunitaria.

 

Malattie senza disfunzione tiroidea

Questa categoria è rappresentata dai noduli tiroidei. La presenza di noduli della tiroide rappresenta forse il motivo più frequente di consultazione dell’endocrinologo per cause tiroidee. Si tratta infatti di patologia molto diffusa, basti pensare che un nodulo tiroideo è riscontrato nel 50% delle autopsie (di persone decedute per altre cause) e nel 15-40% degli esami ecografici effettuati sulla popolazione generale. La clinica dei noduli tiroidei è praticamente muta, nessun segno e sintomo può essere associato alla loro presenza se non si tratta di noduli “caldi” iperfunzionanti già discussi prima. L’unico segno è quello locale, quindi la comparsa di una tumefazione al collo, visibile tuttavia solo quando i noduli raggiungono determinate dimensioni. Il miglioramento delle tecniche ecografiche e le alte definizioni dell’immagine che oggi consentono i moderni strumenti permettono di selezionare quei noduli meritevoli di ulteriori indagini, come l’agobiopsia tiroidea che oggigiorno rappresenta l’unico esame che può fare diagnosi di natura del nodulo. Se la tecnica è eseguita da esperti del settore risulta diagnostica nella stragrande maggioranza dei casi, permettendo di selezionare i noduli meritevoli di un approccio chirurgico.

tumore-tiroide-1Il carcinoma tiroideo è classificato in quattro istotipi, il papillifero, il follicolare, il midollare e l’anaplastico. Fortunatamente la maggioranza dei carcinomi appartengono al primo istotipo, il papillifero, che ha un comportamento meno aggressivo rispetto agli altri determinando, nella peggiore delle ipotesi, di solito solo metastasi ai linfonodi del collo.
Molto spesso l’intervento chirurgico è già risolutivo (se eseguito in mani esperte) e non occorrono altre procedure (come il trattamento con radioiodio) ma solo un monitoraggio periodico con ecografia del collo ed analisi del sangue. Se tuttavia la stadiazione del tumore primitivo lo richiede, può essere presa in considerazione la possibilità di eseguire terapia radiometabolica in centri di riferimento.

PARATIROIDI

paratiroidi

Le paratiroidi, di solito in numero di quattro, sono situate sulla superficie posteriore dei poli dei lobi tiroidei, distinte in due superiori e due inferiori. Il loro ruolo principale è la produzione del paratormone (PTH) che interviene nella regolazione del metabolismo del calcio. Il PTH infatti determina a livello osseo il riassorbimento del calcio, a livello renale aumenta il riassorbimento di calcio e aumenta la produzione di vitamina D.

 

MALATTIE DELLE PARATIROIDI

Visto che il PTH controlla il metabolismo del calcio, la malattie delle paratiroidi avranno come esito una ipocalcemia (abbassamento dei valori di calcio nel sangue) o una ipercalcemia (aumento dei valori di calcio nel sangue) a seconda che il paratormone venga prodotto di meno e di più rispetto al normale.

La causa più frequente di ipocalcemia è quella conseguente a intervento di tiroidectomia (exeresi della tiroide) quando insieme al tessuto tiroideo vengono asportate o lesionate in maniera irreversibile anche le paratiroidi, che sono collocate posteriormente alla ghiandola tiroidea. Cause più rare sono date dal cosiddetto ipoparatiroidismo autoimmune (in cui si assiste ad una distruzione autoimmunitaria delle paratiroidi) o a quello legato a carenza di magnesio. Altre malattie possono dare ipocalcemia attraverso una riduzione della vitamina D (insufficiente apporto, sindromi da malassorbimento, insufficienza renale, malattie del fegato, etc.).

I segni e sintomi dell’ipocalcemia sono di solito neuromuscolari, quali le sensazioni di formicolio attorno alla bocca ed alle estremità degli arti (parestesie), gli spasmi muscolari, le convulsioni e la tetania (clinica o latente); altri segni possono essere quelli cardiovascolari, quali aritmie, ipotensione, alterazione del tracciato ECG, ed ancora cataratta e calcificazioni extrascheletriche.

La causa endocrina più frequente di ipercalcemia è invece l’adenoma o l’iperplasia delle paratiroidi. L’adenoma paratiroideo responsabile dell’iperparatiroidismo primitivo è un tumore di solito piccolo ed isolato responsabile di una produzione aumentata di paratormone.

osteoporosi

I segni ed i sintomi dell’ipercalcemia sono soprattutto ossei (dolori ossei relative a fratture spontanee per la presenza di grave osteite fibroso-cistica, cioè l’osso perde gran parte del calcio), cardio-vascolari (aritmie, ipertensione arteriosa, alterazione dell’ECG), renali (calcolosi renali con coliche frequenti, nefrocalcinosi, poliuria), muscolari (astenia muscolare grave).